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Dati statistici

Un’esperienza da diffondere per offrire un aiuto concreto ai disoccupati

Comunicato

  video RSI (quotidiano 28.06.2013)  

Per la fine del 2013 i lavori di scavo nei cantieri di Bodio e Faido (Consorzio TAT) saranno giunti al capolinea. Negli anni tra il 2001 e il 2011 si è raggiunta un’occupazione intorno al  migliaio di lavoratori impegnati in primo luogo nel lavoro di scavo e messa in sicurezza del tunnel. Ora  il “cantiere del secolo” coinvolge solamente circa 130 dipendenti occupati nei lavori di rifinitura. Molti dei lavoratori che hanno vissuto per 10 anni nei cantieri di Bodio e Faido hanno effettivamente lasciato la Svizzera per raggiungere altre destinazioni o sono stati impiegati in altri cantieri nel nostro Paese, mentre un buon numero di residenti sono rimasti senza lavoro.

Per un cantiere nel quale l’attività volge al termine, ce n’è fortunatamente un altro, nel quale si continua a lavorare a ritmo serrato. In questi mesi a Sigirino 296 tra minatori, carpentieri, meccanici ed elettricisti, sono impiegati nello scavo della Galleria di Base del Monte Ceneri.

Dalla necessità di assumere alcuni lavoratori con funzioni specifiche nel cantiere di Sigirino è nata l’idea lungimirante di fare capo a dei lavoratori altamente specializzati finiti in disoccupazione che hanno terminato la loro attività nei cantieri di Bodio e Faido, piuttosto che assumere nuovi addetti dall’estero. Il progetto, ideato e portato avanti con convinzione da Roberto Cefis, sindacalista OCST, ha rapidamente sortito degli effetti particolarmente positivi.

Non va sottovalutato che nel lavoro in galleria vi sono delle specificità che vanno assolutamente tenute in considerazione. Infatti il sistema di lavorazione adottato nei cantieri di Bodio e Faido si discosta da quello in uso a Sigirino. Nella fase di scavo a Bodio e Faido si è operato con l’ausilio della “fresa” mentre a Sigirino si è optato per il sistema tradizionale con l’esplosivo. Anche per la fase di rivestimento i sistemi adottati sono diversi ed è in questo senso che le competenze dei lavoratori possono non essere compatibili.

Al fine di concretizzare quest’idea l’OCST ha indetto una riunione lo scorso 29 maggio a cui hanno partecipato il promotore Roberto Cefis, la direzione del Consorzio Condotte Cossi, che gestisce la costruzione del tunnel di base del Monte Ceneri, un delegato AlpTransit della Sezione del lavoro, due delegati per il rilevamento delle competenze dell’edilizia, sezione del lavoro/SSIC. A conclusione dell’incontro si è arrivati alla decisione condivisa da tutte le parti di aprire una serie di posti di stage della durata di un mese per gli ex lavoratori dei cantieri di Bodio e Faido. Lo stage è stato giudicato necessario per verificare l’idoneità dei lavoratori all’attività presso il cantiere di Sigirino. Al progetto è stato dato rapido avvio, tanto che pochi giorni dopo quattro persone avevano già iniziato a lavorare. Attualmente sono stati assunti 26 disoccupati. L’intenzione è di completare i ranghi entro fine settembre, entro l’autunno sono previste quindi altre assunzioni.

Si tratta certamente di una vicenda positiva che ha valorizzato l’impegno di tutti, sindacati, padronato e Sezione del lavoro e ha portato benefici ai lavoratori in disoccupazione.

L’OCST si impegnerà affinché il metodo seguito in questa esperienza esemplare venga diffuso, a beneficio certamente delle persone in cerca di impiego, ma anche delle aziende. Del resto non è detto che la buona pratica di rivolgersi agli Uffici regionali di collocamento, obbligatoria prima dell’entrata in vigore degli accordi bilaterali, debba essere completamente abbandonata. Anzi al contrario, è importante infatti che gli strumenti che esistono vengano utilizzati per ridurre il numero di disoccupati in Ticino.

Per maggiori informazioni:

Roberto Cefis, Responsabile OCST Cantieri in sotterraneo, 079 296 70 74